Art Déco: il trionfo della modernità

Art déco è la rinascita del bello, dell’arte elegante e dello stile raffinato dopo la tristezza e il buio nell’animo della Prima guerra mondiale. Questa definizione intesa “linguaggio artistico decorativo” manifesta un trionfo di colori, di disegni originali, di linee ricercate nella scultura, nella pittura, nella moda, nella cartellonistica pubblicitaria, nell’oreficeria, nel cinema, in tutte le manifestazioni che rappresentano la nostra vita. Art déco risuona nella mente con un suono tutto suo, quanto mai attuale, che manifesta il sogno di uno stile brillante e spensierato ed elegante. La mostra è curata da Valerio Terraroli, è aperta al piano nobile del Palazzo Reale di Milano, dal 27 febbraio al 29 giugno 2025, da martedì a domenica, dalle 10 alle 19.30, il giovedì dalle 10 alle 19.30. Il tipico esempio dell’alto artigianato è mostrato in questa esposizione. Lo stile 1925 o art déco trova in Italia un “terreno fertile.” È nato con l’’Esposition internationale des arts decoratifs et industriels modernes” aperta a Parigi in quell’anno, sulla scia, anche se una po’ lontana nel tempo, delle avanguardie, dei movimenti artistici del primo novecento come l’espressionismo, il surrealismo, il futurismo… La raffinatezza tutta particolare nata dalla creatività di molti artisti diventa il simbolo di questo periodo che in Italia dura più di un decennio ma sparge la sua influenza in altre regioni geografiche. Le nuove scoperte l’elettrificazione e l’industrializzazione hanno influenzato tutti gli eventi, cominciando dalla “Belle Époque”, e continuano a ispirare con varie sfaccettature il gusto e lo stile del design, della moda, dell’architettura degli anni venti e trenta. Guido Marangoni, importante politico e studioso aveva già ideato nel 1923, a Monza, la prima “Biennale Internazionale delle arti decorative moderne” in anticipo di quella di Parigi. A questa seguiranno altre esposizioni con cadenza biennale e poi triennale (le prime a Venezia e poi a Milano dove viene creato nel 1933 il grande Palazzo dell’arte ora Triennale). Anche Margherita Sarfatti ha sostenuto questo stile lussuoso e “moderno”, come espressione della creatività e operosità italiana. Grazie alla promozione del Comune di Milano-Cultura è stato prodotto da Palazzo Reale, da 24 Ore Cultura, dalla Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia, da Iris Ceramica Group (main sponsor della mostra) e da BPER Banca Private Cesare Ponti (sponsor della mostra) questo straordinario evento. Non bisogna dimenticare la partecipazione del Mic, Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza e la Fondazione Vittoriale degli Italiani di Gardone per lo studio della genesi, sviluppo e fine dell’art déco. Sono tutte presenze che esaltano i manufatti italiani che si distinguono nel mondo e definiscono la vera finalità della mostra. Si presenta il mondo della moda con l’allestimento di una vetrina con abiti ‘anni Trenta’ ricordando la prima sfilata dell’haute couture all’Excelsior di Venezia. Un dirigibile appeso al soffitto, simbolo del progresso che avanza velocemente, accoglie il visitatore. Con il linguaggio della multimedialità sono messe in mostra circa 250 opere. Un posto di rilievo hanno le originali e fantasiose opere di Giò Ponti, importante portavoce delle arti decorative. Il Padiglione Reale in Stazione Centrale, aperto da ottobre 2023, sarà il punto di partenza per tour guidati in città a piedi e in bicicletta. Art nouveau in contrapposizione con art déco? No sono due manifestazioni artistiche nate in periodi storici vicini, la prima a cavallo tra 1800 e 1900, con espressioni non tanto geometriche e più ‘dolci’, con motivi floreali e la seconda nata negli anni 20 del 1900 esalta in modo più audace e rigoroso le linee moderne, spinte dal nuovo impulso tecnologico e scientifico.